il Formaggio di Fossa

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Il Formaggio di Fossa è divenuto ormai il simbolo gastronomico di Sogliano al Rubicone; il suo sapore è ormai apprezzato in tutto il territorio nazionale. Questo prodotto unico si ottiene dalla fermentazione in fosse tufacee delle forme prodotte nelle vallate del Rubicone e del Marecchia. L’origine di tale pratica è ignota, ma documenti risalenti al XV secolo testimoniano in modo chiaro che esisteva già a quei tempi. Secondo la tradizione, l’usanza di deporre il formaggio nelle fosse nacque dalla necessità per i contadini soglianesi di difendersi dalle razzie delle truppe aragonesi, che nel XV secolo infestavano le campagne. Una volta riaperte le fosse, i contadini si accorsero che il formaggio depostovi aveva acquistato un nuovo ed ottimo sapore. Le fosse sono in genere a forma di fiasco, con una base di circa due metri di circonferenza ed un’altezza di circa tre metri.
Si distinguono quattro fasi nella produzione del formaggio di fossa:
  • Preparazione della fossa
  • Infossatura
  • Stagionatura
  • Sfossatura
La preparazione della fossa consiste nel bruciarvi paglia all’interno, per togliere l’umidità accumulata; in tal modo si ha una sorta di sterilizzazione contro germi che potrebbero nuocere ad una normale fermentazione. Si passa poi al rivestimento delle pareti per isolare il tufo, con uno strato di circa dieci centimetri di paglia sostenuta da un’impalcatura di canne verticali, legate orizzontalmente da cerchi di legno; sul fondo vengono sistemate tavole di legno. A questo punto segue l’infossatura del formaggio, chiuso in sacchetti di panno (preferibilmente bianco) sui quali i proprietari delle fosse avevano precedentemente apposto due numeri: il primo corrispondente al proprietario, il secondo al peso (espresso tradizionalmente in libbre). I sacchetti vengono accatastati fino all’imboccatura della fossa, che viene poi riempita e coperta con teli atti ad evitare al massimo la traspirazione; viene chiusa tramite l’apposizione di un coperchio di legno sigillato con gesso. Normalmente si effettuano due infossature all’anno, una primaverile ed una estiva.
Una volta sigillato il coperchio, comincia la stagionatura, che avviene in particolari condizioni di temperatura ed umidità. La stagionatura dona al formaggio un gusto forte ed un aroma intenso, gli conferisce una maggiore digeribilità e migliori caratteristiche nutritive. Causa inoltre una perdita di siero e di grasso, e mediante la compressione dovuta al peso fa perdere a gran parte dei formaggi la loro forma rotonda. Ha una durata di circa 90 giorni. Decorso tale periodo si procede alla sfossatura , che consiste nel rimuovere i materiali posti a copertura della fossa e nel prelevare dall’interno i sacchetti di formaggio. Una volta concluse le operazioni di sfossatura, le fosse devono osservare un periodo di riposo della durata di tre mesi. L’apertura tradizionale delle fosse si svolge il 25 novembre, giorno di S. Caterina d’Alessandria, martirizzata all’inizio del IV secolo. Immagine formaggio
Anticamente era questa una ricorrenza molto sentita dalla popolazione soglianese, appartenente in prevalenza al ceto contadino. Terminata la raccolta dei frutti autunnali e la semina, conclusi i riti della vinificazione e della spremitura delle olive, gli agricoltori si preparavano alla sospensione invernale del lavoro campestre. Nel giorno di S. Caterina i contadini venivano in paese a ritirare il poco formaggio affidato alle fosse durante l’estate ed in tal modo potevano far fronte alle ristrettezze dell’inverno. In questo periodo, nelle ultime due domeniche di novembre e nella prima domenica di dicembre, ha luogo la caratteristica Fiera del Formaggio di Fossa, che attira ogni anno migliaia di visitatori.
Il formaggio di fossa è ottimo da gustare da solo, oppure per la preparazione di primi e secondi piatti, come ad esempio i passatelli, gli gnocchi, il carpaccio o la costata di manzo, ed anche come dessert servito col miele. La qualità del prodotto tipico soglianese è tutelata e garantita dal Consorzio “Il Fossa”. Nel 2005 l’antico prodotto soglianese ha ottenuto il “Premio Qualità Buonitalia” per la categoria “Prodotti Agroalimentari Tradizionali”, a cui erano iscritti oltre 980 prodotti tipici italiani.
Attualmente il formaggio di fossa è in corsa per ottenere la Dop (Denominazione di origine protetta). Il prodotto così tutelato, di cui è stato proposto un disciplinare nel 2006, si chiamerà “Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone e Talamello”. Attualmente la produzione annua è di 3000-3500 q.li, per il 70% pecorino.
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ELENCO INFOSSATORI DI SOGLIANO AL RUBICONE
  • Antiche Fosse, Via Pascoli n. 8, tel. 0541 948687.
  • Fosse Tera s.a.s. Via XX Settembre n. 14, tel. 0541 948601
  • Fossa Pellegrini, Via Le Greppe n. 14, tel./fax 0541 948542, tel. 0541 948409.
  • Casa del formaggio di fossa, Via XX Settembre n. 2, tel./fax 0541 948556, 338 4943398.
  • Fosse Venturi, Via Roma n. 67, tel. 0541 948521.
  • Fossa Biancolina, Via Rontagnano-Biancolino n. 86, tel. 0541-940017.
  • Fosse Brandinelli, Via XX Settembre n. 2/b, tel./fax 0541 948068, 333 6817248; non effettua vendita al dettaglio.

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