Le Ciliegie
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Dai Romani... alla Romagna
La presenza del ciliegio in Romagna risale all'epoca pre-romana e attingendo alle
notizie storiche, venne introdotto dai Greci dall'antica Persia nelle due tipologie
rosse e nere. Gli alberi crescevano allo stato selvatico e i loro frutti erano il
cibo per i pastori, come narra Virgilio nell'Eneide. In epoca Romana il ciliegio
veniva coltivato in prossimità delle abitazioni, spesso come sostegno della vite.
Nell'area Cesenate e Romagnola, la coltivazione del ciliegio si espanse nel periodo
rinascimentale e venne adottata una varietà conosciuta dai Romani come di "Cornum",
l'attuale "Corniola" oggi molto coltivata e apprezzata. Le ciliegie venivano conservate
fresche, essiccate, cotte nel vino, conservate con zucchero e veniva pure prodotto
un vino liquoroso. Attualmente la cerasicoltura nel territorio romagnolo, che ha
avuto un forte sviluppo a livello commerciale negli anni quaranta, è molto diffusa
nell'area collinare, con ceraseti specializzati, dove accanto alle vecchie varietà
tradizionali, si coltivano varietà di più recente introduzione.
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Grazie ai meriti degli agricoltori della frazione di Bagnolo, il territorio soglianese
è entrato a far parte del Consorzio APROCCC (Associazione Produttori
Ciliegia delle Colline Cesenati) . In particolare è stato possibile salvare
due cultivar locali di notevole pregio. La prima, denominata "Morona", è stata presentata
ad un "pannel test" a Roncofreddo come uno dei pochi cloni originari del luogo,
ottenendo notevoli apprezzamenti da parte degli assaggiatori per la sua qualità.
La seconda è una ciliegia corniola ottenuta da un clone originario locale, tramandato
da decenni da una pianta madre e mai incrociato.
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La Corniola matura con 1-2 giorni di anticipo rispetto a Sweetheart®Sumtare, è una
varietà tipica dell?areale romagnolo, di cui non si conosce la genealogia, ha dimostrato
una produttività non eccessiva (7,5 kg/alb. nel 2004), con alberi di vigore medio
elevato e portamento globoso; l'uniformità di maturazione è medio elevata; caratteristica
è la forma del frutto che risulta allungata, cuoriforme, appuntita, con intensa
colorazione rossa, e polpa di eccezionale durezza (1121-1386 g/cm² valori pressoché
doppi rispetto alle medie riscontrate nelle altre varietà esaminate); la pezzatura
è buona; il contenuto zuccherino è elevato con valori di acidità intermedi che gli
conferiscono un ottimo profilo qualitativo.
Clicca qui per visualizzare le schede comparative
della Corniola, redatte dal Dott. Loris Babbini
- Per informazioni: Az. Agr. Bartolini Gilberto - Bagnolo di Sogliano al Rubicone
- tel. 0541-948355.
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