Le Teglie e Montetiffi

 

Montetiffi, Valle Uso e le Teglie

Lo strumento per la cottura della piadina è il "testo" (teggia, teglia) la cui antica origine arriva fino all'epoca Romana dove i legionari delle truppe dell'Impero usavano impastare acqua e farina per poi ottenere delle sottili sfoglie che cuocevano su tegole in terracotta (testum).

Teglia, in Romagna, è sinonimo della migliore piadina che, cotta a puntino sul "testo" (altro nome della teglia) ha sapore e fragranza irripetibili.

E teglia significa, tradizionalmente, Montetiffi, paesino abbarbicato su per la valle del Rubicone ai confini con la provincia di Pesaro.

Posto su una rupe calcarea, Montetiffi domina la Valle dell'uso; è una nave che sembra muoversi col vento e la sua vela è l’ Abbazia benedettina.



La piccola valle dell’Uso, incastonata tra quelle più grandi del Savio e del Marecchia, è ricca di suggestioni, paesaggi splendidi e inimitabili strutture architettoniche, specialmente nella sua parte più alta.

Proprio quì, ad un tiro di schioppo da Sogliano sul Rubicone, operano i maestri artigiani che proseguono la gloriosa tradizione dei "tegliai". Fin dal 1500 il mestiere del tegliaio (o testaio) era riconosciuto e rinomato in Romagna benchè le metodologie di produzione variassero da zona a zona.

Rossella Reali ed il marito Maurizio Camilletti sono attualmente gli unici depositari di un'antica tecnica artigianale che vede nella manipolazione dell'argilla l'elemento essenziale per la produzione di questa preziosa stoviglia, un tempo d'uso quotidiano, e oggi tornata alla ribalta, anche come oggetto ornamentale.

Uno degli ultimi "Testai di Montefitti" mentre è nella fase dela Stagionatura dei testi

"..fosse pur là dove è maestra gente

in far teglie sotto cui bel bello

scoppietti il pungitopo e la ginestra,

a Montetiffi..."Giovanni Pascoli


La produzione di un testo era molto lunga e partiva dalla preparazione dell'impasto che generalmente era composta da argilla rossa, facilmente recuperabile sulle colline della bassa Romagna, e sasso di marmo polverizzato impastati con acqua; poi la essicatura e stagionatura che, a secondo delle condizioni climatiche, durava dalle due alle sette settimane; ultima fase era la cottura che poteva avvenire "al chiuso" (in forno) o "all'aperto" e durava da un minimo di otto fino ad un massimo di dodici ore.
Una volta raffreddato si poteva valutare la bontà del testo percuotendolo con le dita (un buon testo doveva "suonare" come una campana).

La famiglia Camilletti, il cui laboratorio si trova a Ville Montetiffi, continua l’arte di far teglie. Vengono usati ancora le tecniche ed i materiali tradizionali (argille, pietra di calcite). La lavorazione che porta una palla di argilla a divenire il piatto tintinnante su cui si cuocerà la “piada – pane di Romagna” è lunga e laboriosa e mantiene il fascino delle cose ricche di poesia.

 

Comune di Sogliano al Rubicone (FC)- Assessorato alla Cultura - Cescot Rimini 2008