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Scheda Artistica
Giorgio Cicognani, ispettore ai beni artistici e storici, al quale si deve
il presente allestimento, e che ha curato anche la precedente mostra di Ravenna (2001),
in un articolo apparso sulla rivista Messaggero Cappuccino nel 2001, dai contributi
della critica raccolti sino a quella data, trasceglieva alcune riflessioni: «Nelle
crete, l'amore al bozzetto, inteso come sorridente affetto accordato alla vita,
oltre a ricordare, spesso citare, Cleto Tomba, si conforma ad una spiritualità della
partecipazione alla cronaca e non al grande evento. Venanzio aveva timore del grande
evento.
Quando, come nelle pitture ispirate alla Genesi, affronterà "il grande tema" rimarrà
sempre al di qua del clamore delle forme magniloquenti. Si sentiva, per queste,
inadatto. Direi che, invece, quella non era la sua poetica.
Si fingeva quasi primitivo nei colori, vedendo le cose come dal basso del proscenio
della rappresentazione. La concretezza materica si fa invece evidente: cromo toccabile,
pronto a farsi bassorilievo» (Franco Patruno, Agostino Venanzio Reali. Pittura Scultura
Grafica, Ravenna 2001, p. 13). E ancora: «È la mano di una sensibilità innocente,
ma al contempo pienamente consapevole, quella che anima il colore-materia
nelle scene della Genesi, che dà corpo alle figure dei progenitori, che addensa
i colori come in un'iniziale, stupefatta, visione del mondo. Come se i primi momenti
della vita, della storia nascente dell'uomo, e ogni episodio della sacra narrazione
non potessero che essere espressi, in una ritrovata identità di emozione religiosa
e conoscenza poetica, da una pittura intesa anch'essa in una condizione magicamente
aurorale» (Claudio Spadoni, ib. p. 9).
Anche se non visibili in questa mostra perché appartenenti alle opere destinate
alle mostre itineranti, merita menzionare la serie dei ventiquattro quadri della
Creazione, come anche le quattordici stazioni della Via Crucis (già esposti
all'interno dell'Abbazia in occasione del Convegno del 1999 Poesia, fede: il loro
luogo) perché rappresentano momenti di organizzazione compositiva poematica, manifestano
una strutturazione narrativa, e anche aspetti iconografici innovativi in rapporto
alle espressioni figurative tradizionali d'arte sacra.

Agli accostamenti a Rouault e Chagall, ormai consolidati nelle riflessioni
della critica, Claudio Spadoni aggiunge il nome di Gauguin, -del Gauguin
bretone, delle icone popolari, dei 'Calvari' - (ib. p.8). «La vasta raccolta di
disegni, di appunti, di schizzi non sempre documenta lo studio preparatorio per
realizzazioni compiute, ma deve considerarsi quale registrazione di una emozione,
di una immediata esigenza interiore, perciò autonoma e fine a sé stessa; spesso
infatti è il ricordo, la memoria-evocazione di una immagine vista che può
essere paesaggio, espressione e fisionomia di un volto, oppure un'opera d'arte del
passato» (Pietro Lenzini, ib. pp. 15-16).
Scheda Scritti editi e disponibili
– Nóstoi. Il sentiero dei ritorni, Book Editore,
Castel Maggiore (BO) 1995, con 176 sue poesie inedite
– Il Cantico dei Cantici. Trasposizione poetica di Agostino Venanzio
Reali, Book Editore, Castel Maggiore (BO) 1999 (seconda edizione 2003)
– Primaneve, Book Editore, Castel Maggiore (BO) 2002, che
raccoglie le tre raccolte edite da Reali stesso nel 1986, nel 1987 e nel 1988 e
che erano esaurite
– Il Pane del silenzio. Articoli dal 1975 al 1993, Book Editore,
Castel Maggiore BO 2004
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