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Il Palazzo della Cultura di Sogliano al R. dal 2004 ha il prestigio di conservare
un vasto patrimonio culturale tramandato con tenacia e cura da Antonio Veggiani,
rinomato studioso e ricercatore nel settore minerario ma soprattutto grande
cultore di un modus vivendi tutto teso alla scoperta e alla conoscenza del proprio
territorio.
“Egli si sentiva insieme ospite e custode del territorio; sentiva quel processo
di umanamento del luogo per il quale l’occhio sa vedere il procedere evolutivo
dei mari, delle rocce e dei fiumi nel corso di milioni di anni, il tutto assommando
al paesaggio presente” - Michele Massarelli.
La
collezione è costituita da due sezioni – una documentaria e una mineralogica
– allestite all’interno di sei splendide sale affrescate (Sala
dei Trapezi, Sala del Rombo, Sala della Stella, Sala del Cerchio, Sala Rossa e Sala
Gialla) che, insieme all’intero edificio, risalgono all’inizio del 1800.
La raccolta è formata da oltre 5000 volumi di cultura generale, manoscritti,
relazioni dattiloscritte (spesso pubblicate su riviste di grande rilevanza), estratti
di natura scientifica, riviste di viaggi, di archeologia, di astronomia, di natura,
materiale fotografico e diapositive; inoltre numerosi reperti fossili e minerari,
fra cui il prezioso brano d’ambra di 625 gr. recuperato dal Veggiani presso
Campaolo, frazione di Sogliano al Rubicone. La subsidenza, la paleoclimatologia,
l’inquinamento ambientale legato al campo petrolifero e metanifero sono solo
alcuni dei temi di ricerca affrontati dal Veggiani, “uomo dai tanti orizzonti”.
La mostra permanente è nata con l’intento di dare all’esposizione
documentaria-mineralogica le caratteristiche necessarie per renderla accessibile
a chiunque, sia esso studioso, appassionato o anche semplicemente curioso. Per renderla
consultabile si sono disposti i minerali seguendo il criterio di classificazione
cristallochimica elaborata dal tedesco Hugo Strunz nel 1938 e successivamente aggiornata.
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