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Breve storia della registrazione sonora
La storia della registrazione del suono parte all'incirca dal 1857 quando Eduard-Leon
Scott ideò un apparecchio, il fonoautografo, in grado di trascrivere
graficamente le onde sonore su un mezzo visibile, ma non era in grado di riprodurre
il suono registrato. L'apparecchio era costituito da un corno che catturava e confluiva
il suono su una membrana alla quale era fissata una setola di maiale. Inizialmente
la setola "incideva" il suo tracciato su un vetro annerito col fumo, successivamente
fu impiegato un foglio di carta annerito fissato su un cilindro. Nella sua concezione
il fonoautografo risulta simile al fonografo realizzato e brevettato da Thomas
Alva Edison nel 1877. Edison pensava di aver creato un utilie macchina da
ufficio, infatti la prima applicazione che trovò per il suo fonografo fu la registrazione
di accordi commerciali.
Nacque così il "Dictaphone", marchio registrato dalla Columbia Graphophone
nel 1907. In anticipo di qualche mese su Edison, il francese Charles Cros
teorizzò a sua volta la possibilità di imprimere un suono su un supporto meccanico
per poi riprodurlo, idea che non riuscì mai a concretizzare per motivi economici.
Dopo pochi anni di commercializzazione del fonografo, grazie a Emile Berliner
iniziò l'evoluzione che portò il cilindro a diventare disco, che fu introdotto nel
mercato nel 1892 insieme all'apparecchio in grado di riprodurlo, il grammofono.
Cilindro e disco convissero insieme fino al 1929 quando vista la superiorità di
diffusione del disco, Edison cessò la produzione dei cilindri. I dischi di Berliner
furono gli antenati dei dischi in vinile a 78, 45 e 33 giri, e le altre tipologie
in uso nel XX secolo.
La politica incide la sua voce nella storia della registrazione
Non appena si riconobbe la grande rivoluzione permessa
dall'incisione e riproduzione del suono, un importante utilizzatore di questo processo
fu la politica. Tutti i personaggio politici del XX secolo ebbero l'importante opportunità
di dare immortalità alle loro imponenti parole, dettate dalla loro stessa voce,
incidendole su un disco o un cilindro. Il museo del disco d'epoca vanta un importante
collezione di voci storiche: Edoardo VII, Guglielmo II detto il Kaiser,
Umberto I, Vittorio Emanuele II, Stalin, Hitler, Il Duce e altri ancora.
Ecco nel dettaglio alcune delle incisioni di più rilevanza storica:
- Discorso pronunciato dal Duce ai combattenti per il ventennale della vittoria, inciso
il novembre 1938-XVII
- Messaggio di S.E. Benito Mussolini al popolo Nord Americano e agli italiani
d'America raccolto dal Chicago Tribune.
- Disco Berliner L-4 anno 1902 "God Save The King". Questo disco Berliner inglese
venne creato e stampato per l'incoronazione di Re Edoardo VII (il bisnonno
dell'attuale regina d'Inghilterra Elisabetta) nel 1902. Nell'area normalmente usata
per fissare l'etichetta vi è una scultura in rilievo raffigurante i tratti del Re
e della Regina; per questo motivo il disco non ha il classico foro centrale. Tutto
attorno al bordo esterno vi è incisa una scritta in latino e tradotta in inglese:
"Edwardus VII D.G Britt.Omn Re per F.D IND. IMP. Et Alexandra Regina Coronati -
Die XXVI Mens. Junil 1902", ovvero, Edoardo VII per grazia di Dio Re di tutta la
Britannia difensore della fede imperatore dell'India e la Regina Alessandra Incoronati
il giorno 26 giugno 1902. Incisione della Grammaphone. Questo disco è sicuramente
uno dei più rari e preziosi dischi mai prodotti da questa cosa discografica.
- Discorso di Umberto I, per la partenza del battaglione Bersaglieri italiani
per la Cina (la famosa guerra dei Boxer ) con la fanfara e banda di Milano.
- Uscita del Tenente Colonello Giuseppe Galliano dal forte di Makalle, una
scena dal vero registrata dalla Pathè.
- Discorso di S.M. Vittorio Emanuele III salendo al trono, un Disque Pathè.
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