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Nonostante un inizio incerto la registrazione sonora ha avuto e avrà un ruolo fondamentale
nella propagazione della cultura. Il Museo del Disco d'Epoca vuole perciò
racchiudere al suo interno tutta l'evoluzione di questa importante tecnologia, non
dimenticando che questa ha una vivacissima attualità. Di fatti, partendo dalle prime
pionieristiche e imprecise incisioni, la collezione presentata dal Museo descrive
un itinerario che porterà il visitatore fino alle più recenti innovazioni.
Si potrà osservare tra l'altro:
- I primi registratori magnetici, a filo e a nastro, della famosa casa Geloso
- Una coppia amplificazione (pre-amplificatore,amplificatore) valvolare della Mc
Intosh degli anni 60
- I primi riproduttori portatili come il poco fortunato Mini 10 che leggeva
piccoli vinili di appena 10 cm di diametro dalla durata di pochi minuti
- Un registratore a bobina della Revox
- Un moderno impianto d'alta fedeltà composto da pre-amplificatore Mc Intosh,
due finali monofonici da 1000W Mc Intosh, due diffusori Linn Akurate, la
famosissima piastra Kenwood L-07D, uno schermo al plasma da 40 pollici e
un lettore LaserDisc/Dvd
Presto, grazie alla collaborazione dell'università di Bologna dipartimento Conservazione
dei Beni Culturali di Ravenna, l'intera collezione di vinili (gommalacca, microsolchi,
78 giri, 33 giri, 45 giri, vinili a 180/210 grammi etc.) che conta circa 50000 esemplari
sarà completamente catalogata, e sarà perciò possibile rendersi conto dell'immenso
patrimonio culturale messo a disposizione del visitatore.
E' anche presente all'interno del Museo del Disco, una numerosa popolazione di statuette
di terra cotta rappresentanti i più famosi personaggi della storia musicale come
Maria Callas, il romagnolo Alessandro Bonci, Enrico Caruso, Luciano Pavarotti, Fabrizio
De Andrè, Giorgio Gaber, Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin...
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